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Le uova contengono lattosio

Dal punto di vista dietetico l’uovo ĆØ considerato un ottimo nutriente, le sue proteine hanno un valore biologico tra i più alti in assoluto e il suo impiego in pasticceria ĆØ praticamente indispensabile. Eccone caratteristiche, proprietĆ  e utilizzi.

I panettoni a Padova ricchi di uova.

Giuggiola il Panettone Sant’Antonio.

Ricco di uova fresche per un impasto soffice come una nuvola.

Giuggiole dolci per un’aroma unico.

Una crema al cioccolato bianco e brodo di giuggiole per distinguere ogni momento.

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Le uova, base, insieme alla farina, della pasticceria.


Le qualitĆ  alimentari dell’uovo sono sempre state apprezzate dall’uomo e una testimonianza interessante ĆØ presente negli scritti di storici greci che, dopo alcuni viaggi in Nord Africa, narrano di come i Cartaginesi preferissero cibarsi di uova di struzzo mentre gli Egiziani, oltre ad allevare e consumare i polli, avevano realizzato un sistema artificiale per l’incubazione delle uova.

Anche i Greci consumavano le uova di gallina e le apprezzavano al punto da fare scrivere al medico greco Galeno che nella dieta di una persona anziana non dovevano mai mancare.

Presso i Romani le uova di gallina, insieme a pane, olive e vino, componevano la – gustatio– della cena.

Ancora oggi l’uovo ĆØ un prodotto base della cultura gastronomica di tutti i Paesi del mondo, essendo consumato ogni giorno da milioni di persone grazie alla sua capacitĆ  di conferire un elevato apporto di proteine nobili, di sali minerali e di vitamine.

Sia mangiato alla coque o al tegamino, come frittata o soufflĆ©, l’uovo ĆØ un alimento sano e nutriente, ideale per grandi e bambini fin dallo svezzamento.

Nel 2019 il consumo in Italia era pari a 12 miliardi e 636 milioni di unitĆ , ovvero circa 218 uova a testa equivalenti a 13,7 kg pro capite.

Le statistiche riportano che, nei primi anni ’50, ogni italiano mangiava in un anno 8 kg di uova per cui l’attuale maggiore consumo farebbe considerare l’uovo un alimento ricco, sano, nutriente e digeribile.

Per ciò che concerne il gusto degli italiani le statistiche indicherebbero che il maggiore consumo di uova è collegato a quello di pasta, dolci, creme ed altre preparazioni alimentari.

ASPETTI NUTRIZIONALI E CONSUMI.


Dal punto di vista dietetico l’uovo, in generale, ĆØ considerato un ottimo nutriente perchĆ© contiene una buona dose di vitamina A ( con due uova si arriva a coprire circa un quarto del fabbisogno giornaliero), B e D.

Con l’uovo si apporta calcio, potassio, sodio, magnesio, fosforo, zinco, rame e ferro in quantitĆ  paragonabili a quelle fornite dalla carne.

Le proteine hanno un valore biologico tra i più alti in assoluto perché contengono tutti gli aminoacidi essenziali in concentrazione equilibrata e in forma assimilabile.

Un uovo di gallina fornisce circa 8-12 grammi di proteine nobili, ripartite tra albume e tuorlo. Il tuorlo contiene anche circa 7-8 grammi di lipidi i cui trigliceridi sono costituiti da acidi grassi saturi per il 30%, mentre il restante 70% ĆØ costituito da lecitina e da acidi grassi insaturi, come l’acido oleico, l’acido linoleico e l’acido linolenico.

Questi ultimi due sono definiti acidi grassi essenziali perchĆ© devono essere introdotti con la dieta, dato che il nostro organismo non ĆØ in grado di sintetizzarli. Anche la presenza del colesterolo ĆØ importante poichĆ©, comunque, senza arrivare a eccessi patologici, rimane una sostanza fondamentale per l’uomo in quanto indispensabile per la produzione delle membrane cellulari, degli ormoni steroidei e dei sali biliari.

Oggi, grazie a un’adeguata selezione delle razze, gli studi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione riportano che la concentrazione media di colesterolo contenuto nel tuorlo ĆØ diminuita mediante dell’8%.

L’uovo possiede anche proprietĆ  antiossidanti in quanto nel tuorlo sono presenti due importanti carotenoidi come la luteina e la zexantina .

Originale Dolce del Santo “Origine”

Il ripieno alle mandorle alleggerito dal tuorlo e il burro rende la torta di Sant’Antonio oltre che una bontĆ  un nutriente essenziale per corpo e spirito parola di pasticcere.

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Composizione chimica e valore energetico delle uova di gallina per 100 g di parte edibile ( Banca dati INRAN)

UOVO

Componente Fresco interoAlbume Tuorlo Congelato Polvere intero
PARTE EDIBILE 87100100100100
ENERGIA (KCALKJ)128/53543/180325/1360128/535537/2246
ACQUA 77.187.753.577.14.1
PROTEINE (g)12.410.715.812.451.9
LIPIDI (g)8.7TRACCE29.18.736.4
CARBOIDRATI (g di zuccheri solubili)TracceTracceTracceTracce0.4
COLESTEROLO (mg)371013373711600

Minerali (MG)

Componente Fresco interoAlbume Tuorlo Congelato Polvere intero
Sodio13717943137573
Potassio 13313590133556
Calcio48711648201
Ferro1.50.14.91.56.3
Magnesio1312141354,4
Zinco1.20.262.141.25.0
Rame0.060.040.160.060.3
Fosforo21015586210879
Selenio5.83.29.65.824.3

Vitamine

ComponenteFresco interoAlbume Tuorlo Congelato Polvere intero
NIACINA0.10.10.10.10.42
RIBOFLAVINA0.30.270.350.31.26
TIAMINA0.090.020.270.090.38
VITAMINA C00000
VITAMINA A ( ųg di retinolo equivalenti)2250640225942

Le proprietĆ 

Dal punto di vista dietetico l’uovo fresco ĆØ meno nutriente dell’uovo cotto perchĆ© l’albumina non viene digerita ed ĆØ eliminata con le feci.

La semplice cottura a 70°C ne provoca la coagulazione e permette all’intestino di assorbirla meglio. Nell’uovo crudo, inoltre, ĆØ presente un fattore antinutrizionale come l’avidina.

Questa sostanza si lega alla biotina formando un complesso non digeribile, per cui le persone abituate a mangiare grandi quantitĆ  di uova crude possono incorrere in una carenza di questa vitamina con gravi conseguenze.

Con la cottura l’avidina si denatura e perde la sua peculiaritĆ  di fattore antinutrizionale. Con le uova ĆØ quindi possibile coprire il fabbisogno giornaliero di proteine nobili e di vitamine senza compromettere le funzioni del fegato; inoltre le uova offrono alcuni vantaggi alle persone della terza etĆ  grazie alla facilitĆ  di masticazione, all’elevata digeribilitĆ  e, non ultimo, al costo contenuto.

Un uovo dal peso medio di 55 grammi fornisce circa 70-100 Cal e, contrariamente a quanto si pensa, ĆØ facilmente digeribile; infatti due uova crude o alla coque, permangono nello stomaco due ore circa, mentre il latte rimane due ore e mezzo e la carne circa tre ore.

Da ciò si potrebbe dedurre che l’uovo può essere un alimento utile anche nelle diete ipocaloriche poichĆ© possiede un ottimo potere saziante ed ĆØ anche particolarmente gustoso.

A conferma di ciò ĆØ giusto ricordare che ĆØ uno degli alimenti utilizzati dopo lo svezzamento per completare l’apporto nutritivo del latte, mentre durante la fase della crescita ĆØ fondamentale per gli apporti nutrizionali necessari alla costruzione di nuovi tessuti.

Secondo i nutrizionisti si possono consumare fino a quattro uova la settimana grazie al fatto che oggi questo ĆØ considerato un alimento sicuro e valido.

Controlli e tracciabilitĆ 

Il sistema produttivo permette alle aziende più avanzate di controllare tutte le fasi di produzione dall’allevamento alla distribuzione.

Attualmente, tutti i mangimi industriali sono certificati e prodotti con materie prime naturali selezionate.

Gli animali sono costantemente controllati da veterinari e tecnici delle aziende e dalle autoritĆ  publiche.

Il rispetto di regole stringenti, dalla fase di selezione fino al confezionato, offre ai consumatori la disponibilitƠ di un alimento fresco e sicuro poichƩ le uova che non possiedono i requisiti stabiliti nei manuali di autocontrollo sono immediatamente scartate.

Come altri alimenti anche le uova possiedono una carta di identitĆ  che rivela al consumatore tutte le informazioni relative al metodo di produzione e alla loro provenienza. PoichĆ© la freschezza ĆØ uno dei requisiti fondamentali di ogni alimento, nel caso dell’uovo rappresenta una necessitĆ  primaria: prima di acquistarlo diventa essenziale saper leggere tutte le informazioni riportate sulla confezione.

Dal 1° gennaio 2004 infatti, l’uovo deve riportare sul guscio un codice che permette al consumatore attento di conoscere la storia del prodotto.

Questo codice alfanumerico rappresenta la tracciabilitĆ  del singolo uovo ed ĆØ stato introdotto con il Regolamento CE 2295 del 2003.

Leggendo tale codice ĆØ possibile individuare il sistema di allevamento, la nazione di provenienza dell’uovo, la provincia e il comune dell’allevamento dove ĆØ stato deposto l’uovo e l’allevamento stesso da cui proviene.

Invece sulle confezioni dovranno essere riportati la data entro cui ĆØ preferibile consumare il prodotto, la categoria di appartenenza (qualitĆ  e peso), il numero di uova confezionate, il nome, la ragione sociale e il marchio commerciale dell’azienda, il numero di autorizzazione del centro d’imballaggio, le modalitĆ  di conservazione e il sistema di allevamento.


Zaleti– “Gialeti Veneziani”

I biscotti tipici di Venezia con farina di mais “Gialla” e uvetta.

Gialli come il colore del tuorlo d’uovo usato per la produzione.

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Utilizzo in pasticceria a padova


Un uovo di gallina intero pesa mediamente 61 grammi. Separando i diversi componenti si può notare che solitamente il guscio pesa circa 8 grammi, l’albume 37 grammi e il tuorlo 16 grammi.

La composizione nutrizionale dell’uovo di gallina riportata in tabella 1 ĆØ tratta dalla banca dati dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione.

Spesso in cucina e in pasticceria si utilizza solo una parte dell’uovo, per cui i valori nutrizionali del prodotto finito saranno diversi in relazione alla tipologia di uovo utilizzata.

Tuttavia, saranno sempre l’ampia esperienza, l’intuizione e la provata capacitĆ  dello chef/pasticcere i fattori determinanti per il successo o meno di quelle gustose preparazioni pasticciere che, purtroppo e troppo spesso, nella cosiddetta civiltĆ  del benessere, in mancanza di una forte capacitĆ  di rinuncia portano al sovrappeso, all’obesitĆ  e alle note conseguenze di dover ricorrere a diete sempre più stringenti per riportare l’organismo a valori salutistici accettabili.

L’informazione e la conoscenza approfondita della qualitĆ  delle materie prime diventa quindi, per gli operatori del settore, un’esigenza improcrastinabile per continuare a offrire al consumatore cibi sempre più gustosi, ma anche dotati di peculiaritĆ  salutistiche.


Amarettoni Sant’Antonio

Quando le mandorle incontrano l’albume con lo zucchero e l’arancio di Sicilia.

Croccanti e gustosissimi accompagnati con la cioccolata in tazza.

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Bavarese allo Champagne

PER L’INTERNO CREMOSO

  • PANNA FRESCA 35% GRASSI 100GR
  • CASSIS PUREA 50GR
  • UOVA TUORLO 20GR
  • ZUCCHERO SEMOLATO 20GR
  • AMIDO DI MAIS 5 GR
  • CIOCCOLATO AVORIO 150GR
  • GELATINA IN FOGLI TIPO ORO 2GR

PER LA BAVARESE ALLO CHAMPAGNE

  • GELATINA IN FOGLI TIPO ORO 8GR
  • ZUCCHERO SEMOLATO 170 GR
  • AMIDO DI MAIS 15GR
  • AMIDO DI RISO 10 GR
  • UOVA TUORLO 20 GR
  • VINO PROSECCO 250GR
  • GRAPPA DI PROSECCO 50GR
  • VINO PROSECCO 100GR
  • PANNA FRESCA MONTATA 35% GRASSI 700GR

PER L’UVA SPADELLATA

  • UVA NERA 300 GR
  • ZUCCHERO DI CANNA GREZZO 50GR
  • GRAPPA DI VINACCE 30GR

PER LA FINITURA

  • BISCOTTO ALLE MANDORLE LEGGERO 120GR
  • BAGNA ALLA VANIGLIA 30GR
  • CIOCCOLATO AVORIO 100GR

PER L’INTERNO CREMOSO:

Realizzate una crema inglese con la panna, la purea di cassis, il tuorlo, lo zucchero e l’amido. Dopo la cottura, quando ancora calda, unire la gelatina ammollata ed il cioccolato tritato grossolanamente. Emulsionate bene con un mixer ad immersione. Colare negli stampi in silicone a forma di semisfera piccola ed abbattere di temperatura a -40°C.

PER LA BAVARESE ALLO CHAMPAGNE

In una ciotola mescolate lo zucchero con gli amidi, unire il tuorlo, lo champagne, versare in una casseruola e cuocere fino a portare il prodotto a 85°C. Strizzare la gelatina ammollata in precedenza, metterla nella crema ancora calda. Quando si sarà raffreddata unire la grappa di prosecco e la seconda parte di vino. Alleggerire con la panna montata. Colare la bavarese negli stampi in silicone a forma di semisfera grande per metà della sua altezza e far stabilizzare qualche minuto in abbattitore. Quando leggermente rappreso inserite il cremoso ancora congelato, colare la rimanente bavarese fino a riempire gli stampi, completare con il bisquit bagnato con la bagna ed abbattere a -40°C.

PER L’UVA SPADELLATA

Tagliare in due gli anici d’uva, miscelarli con lo zucchero e spadellarli in una padella antiaderente ben calda fino a caramellare bene lo zucchero. Sfumare con la grappa, flambare e conservare al caldo.

COMPOSIZIONE FINALE

In un piatto adagiare la cupoletta, decorare con un’evoluzione di cioccolato colato nel ghiaccio ed un chicco d’uva; accompagnare con l’uva spadellata a part, servire calda.

RICETTA SELEZIONATA


  • TIPO DI RICETTA pasticceria
  • MINUTI DI PREPARAZIONE 50
  • PORZIONI 6

VALORI


PER 100 gr

CALORIE 323

GLUCIDI 27

LIPIDI 21

PROTEINE 4

“Origine” Il Vero Dolce del Santo

Pan del Santo come ĆØ fatto:

  • Base di pasta sfoglia al Burro,
  • Farcitura abbondante a con marmellata di albicocche
  • Arancio di Sicilia cotto a bassa temperatura.
  • Impasto di mandorle con burro e tuorlo d’uovo.
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Il latte in pasticceria: perché è una base fondamentale nei dolci artigianali

Il latte ĆØ una delle basi fondamentali della pasticceria artigianale: non ĆØ solo un ingrediente, ma un elemento tecnico che determina struttura, morbidezza e armonia nei dolci.

Dalle creme agli impasti, fino ai lievitati, la scelta del latte influisce direttamente sul risultato finale. Per questo conoscere le diverse tipologie e le loro caratteristiche ĆØ essenziale per ottenere dolci equilibrati e di qualitĆ  superiore.

Per la legge italiana il latte alimentare ĆØ ” il prodotto ottenuto dalla mungitura regolare, ininterrotta e completa di animali in buono stato di salute e nutrizione”.

Il latte di mammiferi ĆØ un alimento utilizzato dall’uomo da sempre (almeno 6.000 anni) e da sempre la ricerca della bontĆ  e della qualitĆ  sono fattori determinanti per le scelte alimentari.

L’importanza del latte nell’alimentazione ĆØ riportata anche da Leonardo Da Vinci nel Codice Atlantico, che cita: “Voltolina, com’ĆØ detto, valle circondata d’alti e terribili monti, fa vini potenti ed assai, e fa tanto bestiame, che da paesini ĆØ concluso nascervi più latte che vino”.

Dal punto di vista commerciale, il latte che ha maggior importanza commerciale ĆØ quello vaccino (Bos taurus), per cui per la legislazione italiana con la sola denominazione “latte” si deve indicare esclusivamente il latte vaccino.

Il latte di altri animali deve essere indicato facendo seguire alla parola latte la denominazione della specie cui appartiene l’animale che lo ha prodotto.

Dal punto di vista chimico-fisico, il latte si presenta come un liquido bianco opaco, con tendenza al giallognolo quando il contenuto di grasso ĆØ elevato, cremoso e di sapore leggermente dolciastro.

Il latte ĆØ formato essenzialmente da una fase acquosa e una fase disperdente nella quale gli altri componenti, che costituiscono la fase dispersa, possono trovarsi sotto varie forme; ĆØ quindi un liquido biologico opalescente con sapore dolciastro e odore delicato che contiene:

  • in Soluzione: lattosio, sali minerali, vitamine idrosolubili;
  • in Soluzione Colloidale: proteine del siero;
  • in Dispersione: caseina
  • in Emulsione: grassi, vitamine liposolubili;
  • in Sospensione: cellule, microrganismi.

La composizione varia a seconda della razza dell’eta dell’animale del tipo di alimentazione, della stagione e delle condizioni ambientali.


Lo Zucchero di latte

Il lattosio ĆØ il maggior costituente solubile del latte, con una concentrazione compresa tra 4,5 e 5,0 g/ 100 ml; essendo l’unico disaccaride di origine animale viene chiamato “zucchero di latte”.

La molecola di lattosio ĆØ costituita da glucosio e galattosio con la funzione aldeidica del galattosio libera. Il lattosio ĆØ poco solubile ma fermenta facilmente ad opera dei lattobacilli, ĆØ digerito lentamente e per l’assorbimento deve venire scisso dalla lattasi, un enzima presente nella mucosa intestinale dei mammiferi. L’attivitĆ  lattasica ĆØ particolarmente intensa alla nascita e poi decresce sino a raggiungere i valori basali. Varie sono le funzioni nutrizionali attribuite al lattosio.

Prima fra tutte quella di stimolare l’assorbimento di alcuni minerali, in particolare del calcio, probabilmente con un meccanismo che si compie a livello gastrointestinale. Inoltre, poichĆ© il lattosio ĆØ assorbito lentamente, si instaura una favorevole flora intestinale che ĆØ in grado di sintetizzare alcune vitamine, in particolare del complesso B, che vengono successivamente assorbite dall’ospite; si realizza cosƬ un’azione di risparmio su queste vitamine.

La presenza del galattosio, nella molecola del lattosio, rappresenta poi un fattore essenziale per la sintesi dei mucopolisaccaridi e dei cerebrosidi, questi ultimi costituenti strutturali del sistema nervoso.

La presenza di lattasi nel latte ĆØ stata a lungo

discussa; sembra che sia normalmente presente in piccola quantitĆ 

le ghiandole intestinali secemono una lattasi ma non in grande quantitĆ  e la secrezione dipende dalla presenza del substrato ( in alcune razze umane la deficienza in lattasi ĆØ frequente).

Il lattosio ĆØ la sostanza indispensabile per moltissime fermentazioni che si sviluppano nel latte, tra le quali l’importantissima fermentazione lattica, essenziale nella produzione dei derivati del latte.

La trasformazione del lattosio in acido lattico è opera dei batteri mesofili e tra 37 e 47°C per quelli termofori e viene sfruttata per la produzione di yogurt.

Per azione del calore il lattosio può dare luogo a reazioni che devono essere controllate nei limiti del possibile al fine di evitare la comparsa di gusti e aromi non graditi nei latti alimentari e in genere, nei derivati del latte a lunga conservazione.

La più importante di queste reazioni ĆØ quella tra la funzione aldeidica dello zucchero e i gruppi di alcuni amminoacidi, che costituisce il primo passaggio dei cicli di reazioni autocatalitiche, note come reazioni di Maillard, che portano alla formazione di melanoidine, responsabili dell’imbruttimento e del gusto di sterilizzazione nel latte alimentare sottoposto a trattamento di sterilizzazione

Un ingrediente ricco di proteine

Le proteine sono rappresentate per circa l’80% da caseina e per il rimanente da proteine del siero.

La caseina, un gruppo eterogeneo di fosfoproteine elaborate esclusivamente dalla ghiandola mammaria, è precipitata dagli acidi in prossimità del punto isoelettrico (pH 4,6 e 20°C).

I componenti principali della caseina, le cui molecole sono costituite dalla associazione di più monomeri, sarebbero, in ordine quantitativamente decrescente: una caseina š›¼, una caseina š›½, una caseina šœ… e una caseina š›¾.

Le proteine del siero sono costituite per circa il 20% da una š›¼-lattalbumina; per il 44-50% da una š›½-lattoglobulina; per circa il 20% da protesi-peptoni; per circa il 10% da immunoglobuline di tipo G, per circa il 5% da una albumina del siero con caratteristiche del tutto simili a quelle del siero di sangue; infine vi sarebbero piccole quantitĆ  di lattotransferrina ( una glicoproteina che ha la proprietĆ  di fissare reversibilmente il ferro) e di vari enzimi.

La frazione lipidica ĆØ formata da trigliceridi ( 98-99%), da fosfolipidi (0,2-1,0%) da steroli (0,2-0,4%) e da tracce di acidi grassi liberi, cere, squalene e vitamine liposolubili.

I fosfolipidi, pur rappresentando una percentuale molto bassa, rivestono un’importanza particolare perchĆ© influenzano la qualitĆ  del latte e dei suoi derivati durante i trattamenti di risanamento e di conservazione.

Tipi di latte

IL latte crudo

La legislazione italiana e Comunitaria permettono oggi la vendita di latte crudo, esclusivamente tra il produttore ed il consumatore, sempre che l’allevamento di provenienza abbia le condizioni igienico-sanitarie adeguate.

Stanno diffondendosi in Italia i distributori di latte crudo gestiti direttamente dagli allevatori, le cui mandrie sono sottoposte a particolari controlli igienico-sanitari.

Il latte crudo acquista in questi distributori autorizzati può essere consumato direttamente senza ulteriori trattamenti, essendo sicuro; infatti la carica batterica ĆØ estremamente bassa, inferiore a quella del latte pastorizzato degli anni ’80.

È eventualmente consigliabile agitare la bottiglia prima del consumo; infatti il prodotto non è omogeneizzato, e di conseguenza il grasso tende a separarsi e a galleggiare.

La carica batterica naturale presente nel latte alimentare non ne permette una conservazione ed una facile distribuzione.

ƈ molto importante quindi trattarlo per la conservazione in quanto, non di rado, il latte deve compiere tragitti lunghi tra il punto di raccolta e quelli di consumo.

La legislazione vigente non ammette l’impiego di additivi chimici conservanti, pertanto il latte, subito dopo la mungitura, ĆØ ammesso in uno stabilimento di trattamento e qui trattato nelle quattro ore successive al suo arrivo o mantenuto ad una temperatura di 4°C fino a che non ĆØ sottoposto a trattamenti basati sull’impiego di calore.

Il latte pastorizzato ( H:T:S:T: = High Temperature Short Time) deve essere ottenuto mediante un trattamento che comporta un’elevata temperatura per un breve periodo di tempo ( almeno 72°C per 15 secondi), oppure mediante un trattamento di pastorizzazione che impieghi diverse combinazioni di tempo e temperatura raggiungendo un effetto equivalente; immediatamente dopo la pastorizzazione, il latte deve essere raffreddato per raggiungere una temperatura di 4°C e confezionato in contenitori opachi in modo da evitare l’azione alterante della luce.

Il Latte UHT

Questo tipo di latte prende il nome da Ultra High Temperature, o media conservazione, deve essere ottenuto mediante applicazione al latte crudo di un procedimento di riscaldamento continuo ad almeno 135°C, per non meno di un secondo, in modo da inattivare i microrganismi e le spore, e confezionato in recipienti opachi e asettici in modo da rendere minime le variazioni chimiche, fisiche e organolettiche.

Il Latte sterile

Questo latte a lunga conservazione si ottiene con un processo che assicura non solo l’eliminazione di tutte le forme microbiche patogene, ma anche di tutte le spore, comprese quelle maggiormente termoresistenti; il latte viene prima di tutto omogeneizzato, quindi preriscaldato a 40°C per qualche secondo, raffreddato rapidamente a 80°C, imbottigliato e sterilizzato a 120°C per 15 minuti.

Le modificazioni nutrizionali indotte da questi trattamenti sono diverse; con la pastorizzazione sono in genere modeste, perché le proteine non subiscono gravi deterioramenti, la vitamina C si perde anche per azione della luce e la vitamina B12, pur essendo termostabile, è influenzata tuttavia negativamente dalla vitamina C in presenza di ossigeno. La sterilizzazione in bottiglia arreca danni maggiori anche alle proteine; la sterilizzazione UHT è invece preferibile.

Uno dei più recenti sistemi per il trattamento dei latte è basato sulla microfiltrazione.

Questa ĆØ una tecnica di sterilizzazione non termica.

Essa consiste nel far passare il latte, spesso preventivamente scremato, in filtri dai fori microscopici. Il trattamento non sostituisce le sterilizzazioni termiche, viene invece usato in combinazione con esse.

Il latte microfiltrato si conserva commestibile in frigorifero per oltre 10 giorni.

In alternativa al latte vaccino, si può utilizzare il latte di bufala che ha sapore dolce, colore bianco opaco dovuto all’assenza di carotenoidi.

IL pH oscilla tra 6,6-6,8. Il grasso ĆØ tra 6-9% con prevalenza dell’acido oleico tra gli acidi insaturi e dell’acido palmitico tra gli acidi saturi. Le sostanze azotate, variano dal 3,8-4% da albumine e globuline. Le sostanze azotate non proteiche variano tra 0,20-0,30%.

Il lattosio varia tra 4,5-5%. Le principali differenze di natura chimica e chimico-fisica tra i due tipi di latte (bufalino e vaccino) sono rappresentate dal contenuto in grasso e in proteine: caratteri, questi, fondamentali per la caseificazione con valori medi, rispettivamente, del 7,5% e 4,4% nel latte bufalino e del 3,3% e 2,7% nel latte vaccino.

I PRODOTTI

Latte fresco pastorizzato di Alta QualitĆ 

Prodotto in condizioni rigidamente controllate, presenta particolari requisiti igienico-sanitari e di composizione (grassi, proteine).

Alta Qualità non è uno slogan commerciale sulla bontà del prodotto, ma una vera e propria categoria merceologica, indicata dalla legge n° 169 del 3/5/1989.

I requisiti necessari affinchƩ il latte fresco pastorizzato sia definitivo di Alta QualitƠ sono cosƬ rigorosi che poche aziende italiane sono oggi in grado di proporre questo tipo di latte.

Queste condizioni che sono continuamente sottoposte a controllo, riguardano la selezione e lo stato di salute delle razze bovine, la loro alimentazione, l’igiene delle stalle, le condizioni di mungitura, la raccolta e distribuzione, la struttura della centrale di lavorazione, i trattamenti termici ed il confezionamento del latte.

Latte scremato e parzialmente scremato: Centrifugazione a 6500-7000 giri/minuto.

  • Latte scremato < 0,3% di grasso.
  • Latte parzialmente scremato 1,5 – 1,8%

Latte delattosato

Prodotto dietetico. Il lattosio ĆØ scisso in galattosio e glucosio attraverso l’enzima š›ƒ galattosidasi.

A causa della liberazione del glucosio ha un sapore più dolce.

Latte concentrato e latte in polvere

Sono considerati conserve di latte. Si preparano dal latte intero, scremato o parzialmente scremato, dalla crema di latte e/o da una miscela di questi mediante parziale o totale eliminazione di acqua.

La legge prevede:

  • trattamento termico sulle materie prime ( almeno la pastorizzazione):
  • impiego di additivi antiossidanti e stabilizzanti;
  • conservazione mediante sterilizzazione o UHT e confezionamento asettico per il latte parzialmente disidratato ( totalmente disidratato umiditĆ  residua <5%).
Latte in polvere a “solubilitĆ  istantanea”
  • Trasformando il latte preconcentrato in schiuma iniettando emulsionanti e azoto gassoso e successiva essiccazione ( Foam-drying);
  • riumidificando la polvere di latte con aria satura di vapore ed essiccandola di nuovo con aria calda (il lattosio passa dalla forma amorfa a quella cristallina e la polvere assume una tessitura porosa),

I latti disidratati sono usati per:

  • consumo diretto (aiuti umanitari);
  • produzioni industriali (cioccolato, biscotti, gelati, carni conservate).

La legge italiana (L. 138/74 e L.527/85) vieta la vendita di latte e prodotti caseari ottenuti da latte in polvere o concentrato.

Il latte in polvere destinato all’infanzia o come prodotto dietetico ĆØ regolato dalla legge 327/51 e dal D.P.R. 578/53

Per produrre questo latte occorrono specifiche autorizzazioni ministeriali.

Purtroppo, spesso anche il latte è soggetto a possibili frodi: le più numerose riguardano il tenore in grasso differente rispetto al dichiarato, trattamenti di risanamento non consentiti, latte fresco ottenuto da latte precedentemente pastorizzato o latte ottenuto dalla ricostituzione con latte in polvere.

ƈ molto difficile dare consigli utili tuttavia quando si acquista il latte, sarebbe opportuno controllare che il latte pastorizzato sia stato conservato nel frigorifero del rivenditore, la data di scadenza sul contenitore e non si dovrebbero acquistare quantitativi superiori al necessario.

Per l’utilizzo del latte ĆØ preferibile impiegare sempre latte senza bollitura ma solo se ĆØ stato conservato opportunamente nel contenitore non ancora aperto. Una volta aperto il contenitore il latte non ĆØ più sterile per cui, oltre a conservarlo in frigorifero a 4°C, deve essere sempre bollito o, meglio, trattato con vapore (come al bar) o fatto bollire con forno a microonde.

Dalla teoria alla pratica: il latte nei dolci artigianali

Tutto ciò che hai letto non resta solo teoria. In laboratorio, ogni giorno, il latte diventa struttura, equilibrio e gusto nei dolci artigianali.

ƈ nelle creme, negli impasti e nei lievitati che si percepisce davvero la differenza tra una lavorazione attenta e un prodotto qualsiasi.

Scopri i dolci artigianali

ƈ proprio grazie al lattosio, lo zucchero naturale del latte, che si sviluppano fermentazioni fondamentali e si crea quella dolcezza delicata che caratterizza molti dolci artigianali.

In alcune preparazioni tradizionali, questo equilibrio si percepisce chiaramente al primo assaggio, dove la dolcezza non ĆØ mai eccessiva ma sempre armonica.

→ Scopri i dolci artigianali dove la dolcezza naturale fa la differenza

Le proteine del latte, in particolare la caseina, sono responsabili della struttura e della stabilitĆ  nei dolci.

ƈ grazie a questi componenti che impasti e creme riescono a mantenere una consistenza equilibrata, evitando cedimenti e creando una texture armonica.

In alcune preparazioni più complesse, questa struttura diventa fondamentale per ottenere un risultato preciso e riconoscibile.

→ Scopri le preparazioni dove la struttura fa davvero la differenza

Prodotti consigliati

Dove nasce davvero la differenza

In pasticceria, ogni dettaglio conta.
Ma è proprio dagli ingredienti più semplici, come il latte, che nasce la qualità reale di un dolce.

ƈ qui che si crea l’equilibrio: tra struttura, morbidezza e sapore.

Nel laboratorio di Lilium Pasticceria al Santo, a pochi passi dalla Basilica di Sant’Antonio di Padova, ogni preparazione parte da questo principio: scegliere ingredienti che sappiano lavorare insieme, senza forzature.

Non ĆØ solo tecnica.
ƈ un modo di fare pasticceria.

Un modo che si riconosce al primo assaggio.

Domande frequenti sul latte in pasticceria

A cosa serve il latte nei dolci?
Il latte in pasticceria serve a dare struttura, morbidezza e armonia ai dolci. ƈ fondamentale nelle creme, negli impasti e nei lievitati.

Perché il latte è importante nella pasticceria artigianale?
PerchƩ influisce direttamente sulla qualitƠ finale del dolce: gusto, consistenza ed equilibrio dipendono anche dalla scelta del latte.

Quali sono gli ingredienti base della pasticceria?
Tra gli ingredienti fondamentali troviamo latte, uova, farina, zucchero e grassi. Il loro equilibrio determina il risultato finale.

Cosa cambia tra latte industriale e latte di qualitĆ ?
Un latte di qualità garantisce migliori prestazioni in lavorazione e un risultato più equilibrato nei dolci artigianali.

Il latte influisce davvero sul gusto dei dolci?
SƬ, il latte contribuisce alla dolcezza naturale, alla cremositƠ e allo sviluppo degli aromi durante la cottura.

In sintesi:

Il latte in pasticceria ĆØ un ingrediente fondamentale che influisce su struttura, consistenza e gusto dei dolci. Grazie a componenti come lattosio e proteine, contribuisce alla formazione degli impasti, allo sviluppo degli aromi e alla qualitĆ  finale delle preparazioni artigianali.

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La Panna

Prelibatezza per il suo sapore pieno e corposo, ha un elevato valore nutrizionale ed ĆØ essenziale per la decorazione e l’estetica di numerosi dolci. Eccone specificitĆ  e utilizzi in laboratorio.

UNO DEGLI INGREDIENTI ESSENZIALI DELLA PASTICCERIA

La Panna

La panna fresca ĆØ il prodotto del grasso del latte separato con metodi fisici e sottoposto a trattamento termico per la conservazione. La panna ĆØ quindi il concentrato della frazione lipidica ed ĆØ un’emulsione di grasso in acqua. Il grasso ĆØ in forma di globuli sferici del diametro di qualche millesimo di millimetro e ogni globulo ĆØ avvolto da una membrana costituita da proteine, fosfolipidi, trigliceridi e colesterolo. Questa membrana grazie alle sue proprietĆ  chimico-fisiche, ha lo scopo di mantenere inizialmente i globuli in emulsione. I globuli di grasso, essendo meno densi dell’acqua, tendono con il tempo ad aggregarsi e a salire in superficie; per evitare che questo fenomeno avvenga troppo rapidamente si omogeneizza il prodotto trattandolo con una pressione elevata che riduca le loro dimensioni. Questo trattamento rende, inoltre, il prodotto ottenuto più digeribile. La panna UHT ( Ultra High Temperature ) a differenza di quella pastorizzata, essendo venduta come prodotto a lunga conservazione ( 4-8 settimane), deve essere trattata con un processo di omogeneizzazione più spinto e accoppiato a un trattamento termico che, per qualche secondo, la porta a una temperatura

La Panna Montata

di 150°C, seguito da un immediato raffreddamento. La panna o crema di latte è anche la materia prima per produrre il burro o formaggi molto grassi come il Camembert. Se la si fa coagulare con acido citrico o acido acetico alla temperatura di 75°C si ottiene il mascarpone. Dal latte si possono ottenere moltissimi prodotti ma, per bambini e adulti, la panna rappresenta sicuramente una prelibatezza.

Origine e caratteristiche

Oggi la panna è un prodotto quasi irrinunciabile della della pasticceria moderna. Da tempo non è più considerata una leccornia riservata ai giorni di festa, ma si è affermata nella cucina di tutti i giorni per preparare rapidamente piatti squisiti. In commercio si trova una vasta gamma di prodotti adatti alle più svariate abitudini culinarie e alimentari dei consumatori. La panna commerciale è prodotta principalmente con due metodi: per affioramento la panna si ottiene lasciando che le parti grasse più leggere migrino in superficie. In questo caso la crema è detta acida perché, durante le 6-12 ore necessarie per la separazione, i batteri lattici, fermentando il lattosio ad acido lattico, determinano un abbassamento del pH. Con la centrifugazione del latte fresco (pH 6,8 ca.) si ottengono latte scremato o parzialmente scremato e panna fresca o crema dolce. I prodotti ottenuti devono essere sottoposti a trattamenti termici per garantirne la sicurezza alimentare .

Operativamente il latte leggermente riscaldato (circa 35°C) viene introdotto nel rotore della scrematrice che gira a grande velocitĆ . L’efficacia della separazione dipende dalla velocitĆ  del rotore e dal suo diametro. La scrematura centrifuga permette inoltre di avere una eliminazione delle impurezze che sono allontanate costantemente attraverso fori calibrati. La crema si può ottenere anche dal siero di latte.

La panna per il consumo diretto ĆØ commercializzata come:

  • Panna con il 10-12% di grasso ( crema leggera o panna da caffetteria).
  • Panna da cucina con il 25% ca. di grasso (panna pastorizzata o sterilizzata).
  • Panna fresca per dolci con il 35% ca. di grasso (panna da montare o da pasticceria).

Esistono anche altri tipi di crema di latte con diverse destinazioni:

  • crema per la produzione di mascarpone (20-30% grasso)
  • crema per burrificazione discontinua ( 35-40% grasso):
  • crema per burrificazione continua ( 80% grasso).

La panna spray viene confezionata in recipienti sigillati e addizionata con gelatina ( stabilizzante 0,1%), saccarosio (non superiore al 15%), un aromatizzante naturale e come propellente si usa il protossido di azoto (N2 O) puro. Quindi, nelle bombolette di panna montata viene messo proprio il cosiddetto gas esilarante anche se in quantità sufficientemente bassa da non creare effetti collaterali. Per ovviare a questo possibile problema, alcune confezioni di panna montata usano una miscela di anidride carbonica e azoto, ma spesso il prodotto risulta più acido.

Tabella 1.
Le creme di latte, in base alla provenienza e al tipo di estrazione, hanno una differenza composizione chimica.

COMPOSIZIONE DELLA CREMA DI LATTE
AFFIORAMENTO CENTRIFUGA SIERO
ACQUA 69-73 59-63 48-52
LIPIDI 20-24 32-36 44-48
PROTIDI 2.5-2.7 0.7-0.8 0.3-0.5
LATTOSIO 3.5-3.8 3.5-3.8 2.7-3.0
MINERALI 0.5-0.6 0.5-0.6 0.1

Metodi di conservazione

ƈ importante conservare accuratamente la panna. L’esposizione alla luce e al calore può innescare processi chimici che ne compromettono le caratteristiche. I processi di ossidazione, cui ĆØ soggetta la panna, modificano definitivamente il sapore mentre l’azione dei microrganismi provoca la formazione di acidi ( butirrico e caprinico) che ne alterano il gusto e il colore, rendendola disgustosa e forse nociva. Il modo migliore per conservarla ĆØ rappresentato dal frigorifero a temperatura costante (5°C) e al buio, ben sigillata. Altro aspetto importante ĆØ il genere di preparazione previsto, infatti la panna, quando la si riscalda al contatto con acidi, può rapprendere formando grumi. Inoltre la mezza panna non tollera gli acidi mentre ĆØ resistente al calore e può essere aggiunta a cibi caldi ma non deve bollire. Anche la panna da caffĆØ non tollera gli acidi ed ĆØ sensibile al calore. La panna per salse, la panna acidula, la mezza panna acidula e la doppia panna sono invece resistenti alla molitura e agli acidi. La panna intera ĆØ resistente alla bollitura e agli acidi deboli.

Tipologie differenti

In commercio si trovano anche le panne vegetali che imitano il gusto della panna minimizzando l’apporto di colesterolo. Questi prodotti sono costituiti da ali vegetali parzialmente idrogenati. A paritĆ  di contenuto di grassi l’apporto calorico non varia, mentre il processo di parziale idrogenazione cui sono sottoposti gli oli vegetali aumenta il contenuto in acidi grassi trans.

La composizione di una tipica panna montata vegetale spray ĆØ: acqua, grassi vegetali idrogenati, zucchero, caseinato di sodio, sale , stabilizzanti, emulsionanti, aromi E420ii, E472e, E322, E472b, EI60 e protossido d’azoto. Il caseinato di sodio serve come surrogato della panna.

Se consideriamo ora la panna montata, ĆØ importante ricordare come l’agitazione meccanica sia il fattore determinante per la coalescenza dei globuli di grasso. Le bolle d’aria vengono parzialmente stabilizzate dagli aggregati di grasso che si formano all’interfaccia tra aria e acqua. Proseguendo con l’agitazione, tutte le bollicine d’aria ricoperte di grasso si uniscono formando una struttura semi-rigida. ƈ fondamentale che il grasso rimanga parzialmente cristallizzato per evitare la coalescenza totale dei globuli in un unico ammasso ( burrificazione) ed ĆØ quindi necessario operare a bassa temperatura. I fattori che possono incidere sulle proprietĆ  della panna sono diverse, ma solo

alcuni sono sotto il controllo dell’operatore. La panna nonna congelata perchĆ© questo danneggerebbe la membrana dei globuli di grasso. Uno dei parametri più importanti per montare bene la panna ĆØ sicuramente la temperatura, che dovrebbe essere compresa fra i 2 e i 6 °C, mentre più ĆØ alta la percentuale di grasso, minore ĆØ il tempo necessario per montare la panna e più la schiuma finale ĆØ stabile. Con un basso contenuto di grasso il prodotto lavorato tende a perdere rapidamente liquidi e a smontarsi. Per quanto riguarda il volume di aria incorporato ĆØ stato dimostrato che aumenta fino a un contenuto di grasso del 33% dopodichĆ© diminuisce drasticamente per cui si stima un optimum compreso fra il 30 e il 34%. Anche la temperatura del trattamento termico cui ĆØ stata sottoposta influisce sulla velocitĆ  con cui monta. La panna pastorizzata infatti, monta più lentamente di quella cruda ma più velocemente della panna UHT. Infine non deve essere trascurata la qualitĆ  del prodotto di partenza e cioĆØ il latte da cui ĆØ stata ottenuta la panna perchĆ© sono elementi fondamentali per garantire l’igene e la sicurezza dell’alimento che si vuole ottenere. Se si desidera utilizzare la panna ĆØ necessario a questo punto sfatare il luogo comune del contenuto del contenuto in colesterolo perchĆ© 100 grammi di carne e altrettanti di panna da cucina ne contengono circa la stessa quantitĆ . Inoltre, la panna ingrassa meno della margarina perchĆ©, a paritĆ  di peso, contiene più acqua e quindi meno calorie.Anche il tasso di digeribilitĆ  della panna, essendo omogeneizzata, ĆØ molto elevato perchĆ© i suoi grassi sono presenti sotto forma di piccoli globuli, facilmente digeribili. La panna di latte di qualitĆ , pertanto, ĆØ un prodotto naturale, adatto per preparare ottime ricette e, senza abusarne, si può continuare a utilizzarla per preparare ottimi piatti sia salati come antipasti, primi, insalate e secondi, sia gli immancabili squisiti dolci